Yoga hook fatcat

Kim che avrebbe dovuto ospitarmi a Philadelfia non può più e trovare un posto in città è impossibile per via della Convention Democratica. Decido di cambiare meta e andare a Washington. Mi hanno detto che ci sono molte cose da vedere e i musei sono tutti gratis. Mi metto a cercare un posto con Couchsurfing.

Alle 9:30 mi dirigo verso Central Park per una lezione di Joga. In metropolitana noto una ragazza asiatica, dal tappetino e da come è vestita penso che stia andando alla stessa lezione ma New York è una città enorme e sicuramente mi sbaglio.

Scendo alla 72ma e una volta in superficie vengo fermato proprio da quella ragazza che mi chiede informazioni sul luogo della lezione, ovviamente non è ho la minima idea ma le mostro il telefono con la posizione e decidiamo di proseguire assieme.

Conosciamo Ammi la nostra insegnante e insieme ad una decina di altre persone iniziamo. È la prima volta che faccio yoga e devo dire che mi è piaciuto, se riesco nei prossimi giorni voglio continuare a praticare.

Finita la lezione avrei dovuto andare ad un picnic sempre con couchsurfing ma Tina si offre di mostrarmi il campus della Columbia e decidiamo di pranzare assieme.

Tina è una ragazza cinese di 25 anni, sta studia alla Columbia e ha un fratello, da quanto so è abbastanza insolito in Cina e infatti mi conferma che la famiglia ha dovuto pagare una sorta di tassa.

Tornato in ostello continuo la ricerca di un posto dove dormire e come arrivare a Washington, cercare un posto con il Couchsurfing richiede tempo e gli americani inseriscono delle strane richieste nei loro profili per essere sicuri che lo leggi.

Alle 18 mi muovo verso il West Village per un rooftop party a le Bain, non ci avevo fatto caso ma è esattamente sopra il Biergarten dell’altro ieri. Inizialmente non riesco a trovare i ragazzi del Couchsurfing ma poi incontro Harry e con lui tutti gli altri.

Anche qui il panorama è stupendo si vede tutta Manhattan, lo Hudson e la statua della libertà. Ad un certo punto incappo in una ragazza portoricana, è un po’ alticcia ha voglia di divertirsi e me lo dimostra apertamente. Rimango a vedere cosa succede ma arriva una sua amica ancora più alticcia e mi defilo. Insieme ad un ragazzo andiamo a prendere da bere e veniamo intercettati da 2 ragazze decisamente belle. Una è Brasiliana, l’altra Koreana e appena capisce da dove vengo comincia a parlarmi in italiano e con una mano mi accarezza la coscia vicino l’inguine. Sono un po’ sospettoso e con una scusa mi defilo anche questa volta. Non faccio in tempo ad allontanarmi che vengo agganciato nuovamente dalla ragazza portoricana che senza mezzi termini mi chiede se voglio passare un paio d’ore con lei. Le racconto che due ragazze hanno appena cercato di adescarmi e la cosa non mi interessa, lei sostiene di non esserlo e mi offre da bere. Per fortuna un ragazzo vietnamita mi recupera dicendo che ci stiamo spostando, la ragazza portoricana vuole venire anche lei, le dico che devo andare in bagno e mi infilo nel primo ascensore disponibile.

Ci spostiamo al Fat Cat e prima passiamo davanti allo Stonewall dove i movimenti LBGTQ moderni sono nati nel 1969.

il Fat Cat è uno scantinato dove puoi bere birra a prezzi decenti senza pensare alle mance, puoi giocare a biliardo, ping pong o calcio balilla e c’è quasi sempre musica dal vivo. Assistiamo ad un concerto Jazz e festeggiamo una ragazza che essendo passata la mezzanotte compie 21 anni e per la legge americana può bere.

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Jerry – Quattordici ore intorno a New York

Obiettivo della giornata: scrivere post sulle giornate precedenti e trovare come arrivare a Philadelfia.
Risultato conseguito: ho camminato per 11 miglia e un totale di 14 ore attraverso alla città.

HI NYC Hostel è molto accogliente anche se caro, circa 50$ a notte per una camera in branda con altre quattro persone e bagno condiviso la colazione almeno è inclusa. Finita la colazione noto sul desk all’ingresso che a breve parte un tour della città e il costo è solo 10$. Decido di parteciparvi.

Jerry è un signore di 79 anni insegnante di storia ora in pensione e mostra la sua città a noi turisti tre volte a settimana da 19 anni. Domando quanto durerà la visita e Jerry sornione risponde “From now to tomorrow”. Ridiamo tutti della battuta e ci incamminiamo verso la metro. Capiamo presto che non scherzava le distanze sono enormi e ci sono mille cose da vedere, inoltre il caldo ci costringe a frequenti soste per bere e riposare ma Jerry conosce il mestire, ci suggerisce dove comprare frutta e sandwich a prezzi onesti, conosce la posizione di ogni fontanella o bagno pubblico. Se volete provare il tour di Jerry contattatelo su trip Advisor.

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Tra le cose che mi hanno più colpito:

  • Promenade di Brooklyn da cui si ha un fantascito colpo d’occhio su Manhattan e il ponte di Brooklyn.
  • la metropolitana raggiunge temperature tropicali perché le strutture sono vecchie, i soffitti bassi, l’aria condizionata dei treni espelle il aria calda in galleria e i freni dissipano molto calore
  • little italy
  • time square

Durante la giornata molte persone hanno abbandonato il tour, altre se ne sono aggiunte, io ho resistito fino alla fine! Ho conosciuto diverse persone tra cui: Gianluca un ragazzo di torino che lavora in uno studio di avvocati ad Albany, Ehsan un ragazzo siriano che vive in california e spero di rincontrare, Elina una ragazza lettone che ha vissuto per 11 anni in Irlanda e Thierry un insegnante francese che mi ha dato preziosi suggerimenti su alcuni spettacoli.

Finito il tour con Ehsan avremmo voluto uscire a bere qualcosa ma eravamo stravolti e siamo tornati tutti in ostello.

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22 Luglio – Good Fart America

Non riesco a dormire a causa del fuso e del sofravvolamento, intorno le 4:30 il ragazzo indiano che dorme seduto davanti al pc con le mani sulla tastiera alza la gamba destra e produce una fragorosa scureggia, si sveglia e per fortuna va in bagno. Good Morining America!

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Nicklas mi propone di andare a Central Park perché ci sarà un concerto gratuito di Sia. Provo a registrarmi ma vengo messo in lista dattesa, decido di andarci ugualmente.
alle 5 del mattino la città è straordinariamente viva, la metropolitana funziona e ci trovi di tutto, barboni, persone che si trascinano a casa dopo aver passato la notte in giro e persone che si sono appena svegliate e con la faccia assonnata si dirigono verso il lavoro. Central Park è invece una palestra a cielo aperto vedi persone che corrono, vanno in bicicletta, fanno tai chi o altri esercizi di gruppo.
Davanti a noi si presenta una fila di diverse migliaia di persone, tutti ordinatamente in fila indiana lungo il vialetto di accesso. Dallo zaino tiro fuori un foglio con il qr-code del biglietto aereo e mi fanno passare. Altro che Expo.

La trasmissione si chiama Good Morning America e viene trasmessa in diretta, non mi avevano tetto che il concerto sarebbe stato di sole 3 canzoni inizia alle 8:50 e alle 9:15 termina. Per fortuna Sia si è portata dietro Maddie Ziegler che balla in molti dei suoi video e insieme al resto del corpo di ballo ci intrattengono dalle 8.

Alle 10 torniamo a casa e schiaccio un pisolino, poco prima di mezzogiorno mi sveglio, mangio gli avanzi della sera precedente e scendo a comprare una sim. Il meglio che sono riuscito a fare frazie anche alla mia capacità di contrattare in Spagnolo è stato una sim T-mobile e un abbonento ricaricabile per 50$ (35$ di credito e 15$ di sim).

Sono nuovamente connesso.

Alle 18 ho appuntamento con gli altri al MoMa. Prima ne approfitto per fare un giro di Manhattan e prendere il traghetto gratuito per Coney Island da cui si può vedere lo skyline, la statua della libertà e il ponte di Verrazzano. Il Venerdì l’ingresso  è gratuito, mi sono prenotato online per una visita alle 18:30 ma è inutile non controllano nulla e anzi distribuiscono biglietti a caso. Quanta gente. Rivedo Niklas e Luci e aspetto Raffaele Piscopiello, ex collega Expo che ora vive a New York. Con Raffaele decidiamo di andare a bere all’ Hilton Garden Inn lungo la 35ma strada da cui si gode un ottimo panorama sull’Empire State Building e li vengo iniziato all’arte delle mance! Inutile dire che ho sbagliato al primo colpo e stavo per dare 35$ di mancia.

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Dall’Hilton ci spostiamo verso The Standard Biergarten per cenare e continuare la serata. Ci raggiungono altre due persone di cui non ricordo il nome e passiamo qualche ora in piacevole compagnia. Vorrei proseguire la serata ma sono troppo stanco e mi dirigo a fare una sauna in metro e poi a dormire nel nuovo ostello.

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21 Luglio

Volo su ereo datato, ci sono dei monitor a tubo catodico disposti lungo il corridoio, sembra di essere tornato al ’94 quando sono stato in Venezuela, passano cartoni animati di Tom e Jerry e un paio di film, il jack del mio sedile non funziona, riesco a vedere The Intern attaccandomi a quello del mio vicino mentre per Gravity non c’è stato verso e ho visto un film muto, niente Male. Alterno la lettura di Confieso que he vivido di Neruda e il sonno.

Il sorvolo su New York dura quasi 30 minuti, la città è enorme prima passiamo da Nord a Sud e poi in senso opposto per l’atterraggio. Il terminal dell’aeroporto JFK è insolitamente piccolo, ritiro lo zaino e vorrei recuperare una sim locale ma non ci sono negozi. Scrocco il WiFi e riesco a calcolare il percorso per andare in città. Niente male solo 1:20, devo prendere prima un airtrain e poi la metro, capisco che l’aeroporto non è affatto piccolo, io sono solo su uno dei 6 terminal e l’airtrain li collega tutti ad anello.

Prendere la metropolitana è un mestiere, ci sono 22 linee e sullo stesso binario può passarne più di una, a volte di una linea esistono la versione locale e quella espressa per non parlare delle interruzioni per lavori o di sera. Io sono fortunato salgo al capolinea della linea A, 36 fermate senza cambi e sono arrivato al Bronx.

Il mio ospite abita lungo la 126th Street West, fatico a trovarlo anche perché al posto di prendere la 126ma ho preso la 125ma. Ne approfitto e chiedo informazioni in giro, le persone sono molto cordiali.

Finalmente capisco l’errore e arrivo a casa del mio ospite, mi dirigo verso il citofono ma due ragazzi seduti poco distanti mi dicono che non c’è nessuno. A quanto pare questa sera non sarò solo.

Hilman viene da Giacarta ed è quantomeno strano, mi chiede come sta Matteo Renzi, se lo conosco e se posso metterli in contatto perché ha un idea interessante per l’Italia, a prova delle sue entrature politiche mi mostra una foto che lo ritrae con Hillary Clinton ma a me e Nicklas sembra una statua di cera.

Niklas è un ragazzo di 20 anni tedesco che da un anno sta girando il mondo e New York è la sua tappa finale prima del rientro in Europa. È in gamba e mi da un bel po’ di suggerimenti su come visitare New York gratis o quasi.

Alle 21 arriva Zhòngmiáo, vuole diventare il re del Couchsurfing e per questo ospita più persone possibile, tendenzialmente solo per una notte, il suo massimo è stato 12, per fortuna oggi saremo solo in 10.
La casa è un bilocale e capisco presto che dovrò dormire in terra ma sono attrezzato. Zhòngmiáo ci ha offerto una cena coreana, Luci prepara un piatto Messicano e io ho portato del vino da Napoli. Ceniamo e durante la serata arrivano tutti o quasi. Ad un certo punto pare si debbano aggiungere 8 ragazze Messicane ma per fortuna non riescono ad arrivare.

Inorno a mezzanotte allestiamo il campo per dormire. Sul divano dormono un ragazzo egiziano e un croato, sul tappeto Niklas ed io, su un materassino gonfiabile Hilman, a fiano Luci e un altro egiziano mentre Filip dormirà con Zhòngmiáo.
All’appello ne manca uno, si tratta di un ragazzo indiano che doveva lavorare al pc e alla fine si è addormentato su una sedia.

Se volete visitare New York con il couchsurfing dotatevi di pazienza, se siete una ragazza carina o gay nessun problema altrimenti o riceverete solo rifiuti o strane offerte. La più assurda è stata quella di Charles che mi avrebbe ospitato per tutta la settimana ma avrei dovuto stare tassativamente nudo in casa.

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Pronto alla partenza

È tutto pronto, con questa immagine saluto l’Italia per qualche tempo. Sono contento di aver scelto Napoli come punto di partenza del mio viaggio. La città è tutta sgarrupata ma ha un fascino particolare, è piena di vita e perdendoti tra i suoi vicoli riesci a percepire le storie che li attraversano, la strada è parte integrante del quotidiano, i volti di alcune persone sembrano un trattato di fisiognomica, gli scorci delle finestre che danno direttamente sulla strada ti permettono di vedere il privato delle famiglie, ho fatto incredibili affari inutili ma economici, ovunque è mercato. Ho avuto conferma di alcuni stereotipi ma altri sono storia passata, la pizza è ottima ovunque, esiste il caffè sospeso, il traffico in centro è incasinato ma non potrebbe essere diversamente viste le dimensioni dei vicoli e la quantità di persone. Ho visto tante persone con il casco, a volte anche tre su uno stesso scooter era un intera famiglia non una banda di rapinatori.

Domani sarò a New York, noterò qualche differenza?

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